
Iniziano i negoziati di vendita; lo stabilimento, che impiega 800 dipendenti, è attualmente oggetto di valutazione
Il colosso francese dei trasporti ferroviari Alstom è impegnato in negoziazioni per la vendita del proprio impianto di produzione di locomotive a Kassel, in Germania. I media locali confermano che lo stabilimento impiega attualmente circa 800 lavoratori e che i colloqui relativi alla vendita sono già in corso. Vincolata da un accordo di riservatezza, Alstom non ha rivelato l’identità del potenziale acquirente e non ha ancora preso una decisione definitiva.
Lo stabilimento vanta una storia di quasi 180 anni nella produzione di locomotive, risalente al 1848. È entrato a far parte di Alstom in seguito all’acquisizione di Bombardier Transportation avvenuta nel 2021. Negli ultimi anni, Alstom ha investito decine di milioni di euro per modernizzare l’impianto e, nel 2023, ha annunciato l’intenzione di aumentare la capacità annuale di produzione di locomotive da 40 a 160 unità entro il 2026. Per tutto il 2025, lo stabilimento ha operato a piena capacità.
Ristrutturazione della produzione, servizi di manutenzione progressivamente esternalizzati
Con l'espansione della capacità produttiva, Alstom ha iniziato ad aggiustare la propria configurazione operativa alla fine del 2023, esternalizzando i lavori di manutenzione dei locomotori precedentemente effettuati nello stabilimento di Kassel. Attualmente, nello stabilimento rimangono circa 100 dipendenti, impegnati esclusivamente nella manutenzione e nell’assistenza. Lo stabilimento rappresenta una base produttiva fondamentale per la piattaforma di locomotori Traxx, molto diffusa in Europa, con oltre 3.000 unità vendute dall’entrata in commercio nel 2000. I locomotori Traxx sono certificati per l’esercizio in 20 paesi europei e vengono ampiamente utilizzati nei trasporti passeggeri e merci transfrontalieri, evidenziando così l’importanza strategica dello stabilimento a livello industriale.
Riduzione della capacità produttiva in Germania, ottimizzazione degli asset come strategia centrale
La vendita prevista fa parte degli sforzi più ampi di Alstom per ottimizzare le proprie attività, avviati successivamente all’acquisizione di Bombardier. Nel tardo 2023 la società ha annunciato un piano di dismissione di attività per un valore di 2 miliardi di euro, volto a ridurre la pressione derivante dal debito. In precedenza, Alstom aveva delineato l’intenzione di trasferire progressivamente, a partire dal 2026, la produzione di numerosi treni e veicoli per il trasporto ferroviario urbano dalla Germania alla Polonia. Lo stabilimento di Görlitz era stato precedentemente ceduto a un fornitore del settore della difesa, mentre altri siti, come quello di Hennigsdorf, hanno subito altresì adeguamenti operativi. Dopo l’acquisizione di Bombardier, Alstom ha ereditato diversi ordini meno redditizi e particolarmente complessi, rendendo così la riduzione delle capacità produttive locali obsolete e la rivalutazione del portafoglio asset un obiettivo operativo prioritario.
Emergono divisioni tra management e lavoratori; il riassetto del settore rivela tensioni sottostanti
Notizie del piano di vendita ha attirato notevole attenzione da parte del sindacato tedesco dei metalmeccanici. Il sindacato e la direzione avevano precedentemente raggiunto accordi sugli impegni di investimento e sulla sicurezza del posto di lavoro, con i dipendenti che avevano accettato riduzioni salariali in cambio di garanzie sul mantenimento stabile delle operazioni dello stabilimento. L’attuale piano di dismissione degli asset compromette tale precedente consenso. Il sindacato chiede chiarezza sull’ambito della vendita, compresa la separazione delle attività produttive da quelle di manutenzione. Dal punto di vista delle tendenze industriali, il trasferimento e la ristrutturazione degli stabilimenti tradizionali europei per la produzione di materiale rotabile ferroviario sta diventando sempre più comune. Sebbene la Germania stia attivamente promuovendo l’espansione delle reti ferroviarie ad alta velocità, la capacità nazionale di produzione di materiale rotabile continua a ridursi, evidenziando un netto contrasto nello sviluppo industriale.
Emergono le sfide post-fusione, si profilano rischi a lungo termine per la catena di approvvigionamento
Gli analisti di settore osservano che la cessione dello stabilimento di Kassel mette in luce le sfide operative con cui Alstom si è confrontata sin dall’acquisizione di Bombardier. Sebbene la vendita di asset produttivi strategici possa generare liquidità a breve termine e ridurre il debito, ciò potrebbe compromettere l’ecosistema manifatturiero consolidato in Europa, comportando rischi a lungo termine quali instabilità della catena di approvvigionamento e maggiore difficoltà nel controllo della qualità. La Germania rappresenta il più grande mercato di Alstom al di fuori della Francia e l’esito di questa cessione dello stabilimento influenzerà direttamente il posizionamento industriale a lungo termine dell’azienda nel paese. Inoltre, metterà alla prova la capacità di Alstom di gestire le relazioni sindacali e le operazioni regionali durante questa fase di ristrutturazione.